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Presentazione Del Signore

 

Don Pietro Martucci

Parroco della Parrocchia "Presentazione Del Signore"

 

Vergine Maria

Al tempio e "Purificazione della Beata Vergine Maria"

 

Chiesa

Madre " Presentazione del Signore"

"DALLA INDIFFERENZA VERSO DIO A QUELLA UMANA"

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"La prima forma di indifferenza nella società umana è quella verso Dio (sottile ateismo ai giorni nostri), dalla quale scaturisce anche l'indifferenza verso il prossimo e verso il creato.
E' questo uno dei gravi effetti di un umanesimo falso e del materialismo pratico, combinati con un pensiero relativistico e nichilistico. L'uomo pensa di essere l'autore di se stesso, della propria vita e della società; egli si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio, ma a farne completamente a meno; di conseguenza pensa di non dover niente a nessuno, eccetto che a se stesso, e pretende di avere solo diritti".

(Papa Francesco - Giornata Mondiale della Pace 2016)

 

"VINCI L'INDIFFERENZA E CONQUISTA LA PACE" (Giornata Mondiale della Pace 2016)

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"Certo è che l'atteggiamento dell'indifferente, di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri, di chi si chiude gli occhi per non vedere ciò che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui, caratterizza una tipologia umana piuttosto diffusa e presente in ogni epoca della storia.
Tuttavia, ai nostri giorni esso ha superato decisamente l'ambito individuale per assumere una dimensione globale e produrre il fenomeno della "globalizzazione dell'indifferenza".

(Papa Francesco)

 

"ULTIMO GIORNO DELL'ANNO" AUGURI!

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Pochi pensano alla preghiera e alla fede perchè presi dalla frenesia del cenone (rito pagano).
Addio all'anno trascorso, benvenuto a quello che inizia sperando che, segni una svolta nella coscienza di noi tutti..
Ma non è questo l'essenziale!
l'Evangelista Giovanni ci da l'indicazione giusta: "il tempo è il luogo ove si realizza la salvezza; il luogo che Dio dona per conoscere noi stessi e la sua presenza;per capire cosa ci stiamo a fare su questa terra".
Oggi siamo invitati a fare un consuntivo dell'anno trascorso, anno difficile, di fine di un ciclo e di un nuovo inizio.
La Chiesa interpreta il tempo alla luce della fede e ci invita a recitare il "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama"; a cantare il "Te Deum" - il riconoscimento che Dio è padrone della storia; a dirgli che se vuole, può essere anche il Padrone della nostra vita, della nostra piccola storia.
Storia, che Dio riempie di luce.
Grazie del tempo che ci hai dato, Signore, e di quello che ci darai ancora.

Don Pietro.

 

"BEATITUDINE DEL NATALE"

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Con il salmista possiamo cantare: " E' in Te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce" (Sal 36,10).
Siamo nella luce perchè siamo amati, siamo luminosi perchè possiamo, a nostra volta, amare. Colui che è luce del mondo (Gv 8,12) ci ha resi luce del mondo; per la sua misericordia siamo resi capaci di misericordia.
Chi può vivere di questa rivelazione è invaso dalla beatitudine del Natale.

 

"SANTO NATALE: DIO E' DEI NOSTRI"

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Tante cose si sono aggiunte al Natale. Alcune sono belle e simpatiche: gioia di ritrovarsi in famiglia, felicità dei bambini, scambio di doni.
Altre hanno distorte il mistero cristiano: il benessere ostentato, i consumi vicini allo spreco, perfino le spese pazze e la contagiosa euforia.
Il Natale non è fiaba: chiede spazio nella vita dell'uomo.

 

"NECESSITA' DI ACCOSTARSI ALLA S. COMUNIONE"

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"L'Eucarestia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli.
Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia. Di frequente ci comportiamo come controllori della grazia e non come facilitatori. Ma la Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c'è posto per ciascuno con la sua vita faticosa".

Papa Francesco, da: esortazione apostolica "Evangelii gaudium".

 

«UN LIBRO COME FUOCO». LETTERA DI PAPA FRANCESCO AI GIOVANI

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Offriamo la versione italiana della prefazione scritta dal Pontefice per una edizione della Bibbia destinata ai giovani, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti. Segue una breve presentazione dell’opera.

Miei cari giovani amici, 
se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti. Direste: «Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!». Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via. 
La Bibbia per i giovani, che avete appena aperto, mi piace molto: è così vivace, così ricca di testimonianze di santi, di giovani, che fa venir voglia di leggerla d’un fiato, dall’inizio fino all’ultima pagina. E poi…? Poi la nascondete, sparisce sul ripiano di una libreria, magari dietro, in terza fila, finendo per riempirsi di polvere. Finché un giorno i vostri figli la venderanno al mercatino dell’usato. No: questo non può essere!
Voglio dirvi una cosa: oggi, ancor più che agli inizi della Chiesa, i cristiani sono perseguitati; qual è la ragione? Sono perseguitati perché portano una croce e danno testimonianza di Cristo; vengono condannati perché possiedono una Bibbia. Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell’armadio bombe a mano! 
Mahatma Gandhi, che non era cristiano, una volta disse: «A voi cristiani è affidato un testo che ha in sé una quantità di dinamite sufficiente per far esplodere in mille pezzi la civiltà tutta intera, per mettere sottosopra il mondo e portare la pace in un pianeta devastato dalla guerra. Lo trattate però come se fosse semplicemente un’opera letteraria, niente di più». 
Che cosa tenete allora in mano? Un capolavoro letterario? Una raccolta di antiche e belle storie? In tal caso, bisognerebbe dire ai molti cristiani che si fanno incarcerare e torturare per la Bibbia: «Davvero stolti e poco avveduti siete stati: è solo un’opera letteraria!». No, con la Parola di Dio la luce è venuta nel mondo e mai più sarà spenta. Nella mia esortazione apostolica Evangelii gaudium ho scritto: «Noi non cerchiamo brancolando nel buio, né dobbiamo attendere che Dio ci rivolga la parola, perché realmente “Dio ha parlato, non è più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso”. Accogliamo il sublime tesoro della Parola rivelata» (n. 175).
Avete dunque tra le mani qualcosa di divino: un libro come fuoco, un libro nel quale Dio parla. Perciò ricordatevi: la Bibbia non è fatta per essere messa su uno scaffale, piuttosto è fatta per essere tenuta in mano, per essere letta spesso, ogni giorno, sia da soli sia in compagnia. Del resto in compagnia fate sport, andate a fare shopping; perché allora non leggere insieme, in due, in tre o in quattro, la Bibbia? Magari all’aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela… farete un’esperienza potente e sconvolgente. O forse avete paura di apparire ridicoli di fronte agli altri?
Leggete con attenzione. Non rimanete in superficie, come si fa con un fumetto! La Parola di Dio non la si può semplicemente scorrere con lo sguardo! Domandatevi piuttosto: «Cosa dice questo al mio cuore? Attraverso queste parole, Dio mi sta parlando? Sta forse suscitando il mio anelito, la mia sete profonda? Cosa devo fare?». Solo così la Parola di Dio potrà dispiegare tutta la sua forza; solo così la nostra vita potrà trasformarsi, diventando piena e bella.
Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice.
A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.

 

" SCUSA" : FAMIGLIA E AMBIGUITA' "

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Oggi la famiglia rischia di negare alle nuove generazioni l'esperienza del riconoscere le proprie colpe e la gioia di sentirsi perdonati.
Determinante è allora la disponibilità ad ammettere con umile sincerità i propri errori. La tentazione del genitore di scusare i comportamenti dei figli a partire dalla convinzione che la colpa è sempre degli altri: i compagni, gli insegnanti, la società.
Non rimuoviamo dal nostro vocabolario la parola :" scusa" (scusami).

 

"VALORE DEL PRESEPE" (per riflettere)

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Il presepe vive tra memoria e fede vissuta; valori e speranze per l'oggi travagliato. Una iniziativa densa di valori e significati umani, comunitari e religiosi. rimanda alla festa più amata specialmente dai bambini e dagli anziani. Conservo gelosamente con me le varie statuette che ogni ano compravo da bambino per impreziosire il presepe di casa e di fronte al quale il mio defunto papà amava intrattenersi e cantare il " Tu scendi dalle stelle".
Il presepe lo si fa se al fondo del nostro cuore ci sono convincimenti: " L'avvenimento della nascita di Gesù", di forte spessore teologico!.
E' segno della memoria del Dio fatto uomo e della sua permanente presenza nel nostro quotidiano.
Nel nostro territorio già si possono ammirare stupendi presepi, non grandi ma di alta qualità emotiva.
La grotta e la capanna dei pastori sono di capienza più grande.
Il messaggio, con la naturalezza del linguaggio agro pastorale, comprensibile a chiunque, è chiaro: " L'Incarnazione del Figlio di Dio".
A QUANTI ESPORRANNO I LAVORI PER "MOSTRA - CONCORSO - NATALE 2015: IL PRESEPE PIU' BELLO E L'ARTE PRESEPIALE - (bambini oggi padri), ricordo che l'importanza dell'iniziativa è di tramandare e sottrarre all'arbitrio di quanti, privi di identità, pensano che la realizzazione del presepe - voluto da S. Francesco D'Assisi a Greccio nel natale del 1225 - possa oggi, in un contesto territoriale multietnico, recare offesa a qualcuno.
Ricordo che il contributo e il messaggio del presepio è e resterà stimolante se continuerà a mediare, come lo è stato fino ad ora, quella grande opportunità di dialogo e di pace tanto agognato da Papa Francesco".

Don Pietro Martucci

 

"I NEMICI DEL NATALE : "PANCIA ED ARMADI" (Miseria morale)

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Porta l'uomo ad una economia che uccide la solidarietà.
Ci si interroga da tempo su che cosa sia realmente il "benessere".
Per il pragmatismo gnostico è l'unico in grado di produrre risultati percepibili, materiali. Per la cultura cattolica è sintesi equilibrata di tre soddisfazioni: quella materiale, quella intellettuale e quella spirituale, essendo l'uomo composto di corpo, intelligenza e anima. Nichilisticamente la soddisfazione solo materiale, annullando le altre, materializza la vita umana, mettendo a rischio il vero progresso integrale per l'uomo.
QUESTA MATERIALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VITA "RIEMPIE LE PANCE E GLI ARMADI", ma è seguita da debiti, tasse e da rischi impossibili da prevedere.

(Andrea Tonielli - Papa Francesco: "Questa economia uccide")

 
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PARROCCHIA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Solenni festeggiamenti per la “Presentazione del Signore”
al Tempio e “Purificazione della B.V. Maria”

Inaugurazione Nuovo Altare


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Innagurazione Chiesa di S.Francesco


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Centro di Accoglienza "SAN MARTINO" - NZ04931
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