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Presentazione Del Signore

 

Don Pietro Martucci

Parroco della Parrocchia "Presentazione Del Signore"

 

Vergine Maria

Al tempio e "Purificazione della Beata Vergine Maria"

 

Chiesa

Madre " Presentazione del Signore"

«UN LIBRO COME FUOCO». LETTERA DI PAPA FRANCESCO AI GIOVANI

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Offriamo la versione italiana della prefazione scritta dal Pontefice per una edizione della Bibbia destinata ai giovani, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti. Segue una breve presentazione dell’opera.

Miei cari giovani amici, 
se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti. Direste: «Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!». Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via. 
La Bibbia per i giovani, che avete appena aperto, mi piace molto: è così vivace, così ricca di testimonianze di santi, di giovani, che fa venir voglia di leggerla d’un fiato, dall’inizio fino all’ultima pagina. E poi…? Poi la nascondete, sparisce sul ripiano di una libreria, magari dietro, in terza fila, finendo per riempirsi di polvere. Finché un giorno i vostri figli la venderanno al mercatino dell’usato. No: questo non può essere!
Voglio dirvi una cosa: oggi, ancor più che agli inizi della Chiesa, i cristiani sono perseguitati; qual è la ragione? Sono perseguitati perché portano una croce e danno testimonianza di Cristo; vengono condannati perché possiedono una Bibbia. Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell’armadio bombe a mano! 
Mahatma Gandhi, che non era cristiano, una volta disse: «A voi cristiani è affidato un testo che ha in sé una quantità di dinamite sufficiente per far esplodere in mille pezzi la civiltà tutta intera, per mettere sottosopra il mondo e portare la pace in un pianeta devastato dalla guerra. Lo trattate però come se fosse semplicemente un’opera letteraria, niente di più». 
Che cosa tenete allora in mano? Un capolavoro letterario? Una raccolta di antiche e belle storie? In tal caso, bisognerebbe dire ai molti cristiani che si fanno incarcerare e torturare per la Bibbia: «Davvero stolti e poco avveduti siete stati: è solo un’opera letteraria!». No, con la Parola di Dio la luce è venuta nel mondo e mai più sarà spenta. Nella mia esortazione apostolica Evangelii gaudium ho scritto: «Noi non cerchiamo brancolando nel buio, né dobbiamo attendere che Dio ci rivolga la parola, perché realmente “Dio ha parlato, non è più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso”. Accogliamo il sublime tesoro della Parola rivelata» (n. 175).
Avete dunque tra le mani qualcosa di divino: un libro come fuoco, un libro nel quale Dio parla. Perciò ricordatevi: la Bibbia non è fatta per essere messa su uno scaffale, piuttosto è fatta per essere tenuta in mano, per essere letta spesso, ogni giorno, sia da soli sia in compagnia. Del resto in compagnia fate sport, andate a fare shopping; perché allora non leggere insieme, in due, in tre o in quattro, la Bibbia? Magari all’aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela… farete un’esperienza potente e sconvolgente. O forse avete paura di apparire ridicoli di fronte agli altri?
Leggete con attenzione. Non rimanete in superficie, come si fa con un fumetto! La Parola di Dio non la si può semplicemente scorrere con lo sguardo! Domandatevi piuttosto: «Cosa dice questo al mio cuore? Attraverso queste parole, Dio mi sta parlando? Sta forse suscitando il mio anelito, la mia sete profonda? Cosa devo fare?». Solo così la Parola di Dio potrà dispiegare tutta la sua forza; solo così la nostra vita potrà trasformarsi, diventando piena e bella.
Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice.
A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.

 

" SCUSA" : FAMIGLIA E AMBIGUITA' "

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Oggi la famiglia rischia di negare alle nuove generazioni l'esperienza del riconoscere le proprie colpe e la gioia di sentirsi perdonati.
Determinante è allora la disponibilità ad ammettere con umile sincerità i propri errori. La tentazione del genitore di scusare i comportamenti dei figli a partire dalla convinzione che la colpa è sempre degli altri: i compagni, gli insegnanti, la società.
Non rimuoviamo dal nostro vocabolario la parola :" scusa" (scusami).

 

"VALORE DEL PRESEPE" (per riflettere)

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Il presepe vive tra memoria e fede vissuta; valori e speranze per l'oggi travagliato. Una iniziativa densa di valori e significati umani, comunitari e religiosi. rimanda alla festa più amata specialmente dai bambini e dagli anziani. Conservo gelosamente con me le varie statuette che ogni ano compravo da bambino per impreziosire il presepe di casa e di fronte al quale il mio defunto papà amava intrattenersi e cantare il " Tu scendi dalle stelle".
Il presepe lo si fa se al fondo del nostro cuore ci sono convincimenti: " L'avvenimento della nascita di Gesù", di forte spessore teologico!.
E' segno della memoria del Dio fatto uomo e della sua permanente presenza nel nostro quotidiano.
Nel nostro territorio già si possono ammirare stupendi presepi, non grandi ma di alta qualità emotiva.
La grotta e la capanna dei pastori sono di capienza più grande.
Il messaggio, con la naturalezza del linguaggio agro pastorale, comprensibile a chiunque, è chiaro: " L'Incarnazione del Figlio di Dio".
A QUANTI ESPORRANNO I LAVORI PER "MOSTRA - CONCORSO - NATALE 2015: IL PRESEPE PIU' BELLO E L'ARTE PRESEPIALE - (bambini oggi padri), ricordo che l'importanza dell'iniziativa è di tramandare e sottrarre all'arbitrio di quanti, privi di identità, pensano che la realizzazione del presepe - voluto da S. Francesco D'Assisi a Greccio nel natale del 1225 - possa oggi, in un contesto territoriale multietnico, recare offesa a qualcuno.
Ricordo che il contributo e il messaggio del presepio è e resterà stimolante se continuerà a mediare, come lo è stato fino ad ora, quella grande opportunità di dialogo e di pace tanto agognato da Papa Francesco".

Don Pietro Martucci

 

"I NEMICI DEL NATALE : "PANCIA ED ARMADI" (Miseria morale)

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Porta l'uomo ad una economia che uccide la solidarietà.
Ci si interroga da tempo su che cosa sia realmente il "benessere".
Per il pragmatismo gnostico è l'unico in grado di produrre risultati percepibili, materiali. Per la cultura cattolica è sintesi equilibrata di tre soddisfazioni: quella materiale, quella intellettuale e quella spirituale, essendo l'uomo composto di corpo, intelligenza e anima. Nichilisticamente la soddisfazione solo materiale, annullando le altre, materializza la vita umana, mettendo a rischio il vero progresso integrale per l'uomo.
QUESTA MATERIALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VITA "RIEMPIE LE PANCE E GLI ARMADI", ma è seguita da debiti, tasse e da rischi impossibili da prevedere.

(Andrea Tonielli - Papa Francesco: "Questa economia uccide")

 

"MISERIA MORALE"

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Chiediamoci: che cosa produce ingiustizia sociale, egoismo nella distribuzione della ricchezza, e,conseguentemente, che cosa produce solidarietà, ecc?
Da cattolico io credo sia prioritario risolvere il problema di "miseria morale" prima di risolvere il problema di miseria economica e di giustizia. Credo che sia la vocazione al peccato, l'invidia, la corruzione, la tracotanza a indurre l'uomo ad agire lontano dalla solidarietà.
Solo l'uomo "maturo", che ha fatto un percorso di conoscenza, è in grado di conquistare il distacco dai beni e dalle cose possedute.
Bisogna tener presente che una volta i "nemici" erano il marxismo e il liberismo, entrambi figli della gnosi, oggi sono il nichilismo e il relativismo che pretendono autonomia morale per l'economia e promettono benessere e soddisfazioni materiali e salutistiche irrilevanti e insostenibili"

(Andrea Tonielli -Papa Francesco, "Questa economia uccide)

 

"DISTACCO DAI BENI" (prepariamoci a rivivere il Natale)

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Per Papa Francesco il distacco dai beni è qualcosa di indispensabile alla salvezza e alla solidarietà. Il magistero della Chiesa, che vale in primis per noi ecclesiastici (considerato che è tentazione per tutti), è pieno di richiami "alle cose di lassù" anzichè di quaggiù: la vita di un uomo "non dipende dai suoi beni" (luca 12,15).
Il bene comune si attua con la solidarietà, con la consapevolezza che nulla di ciò che possediamo è realmente nostro, ma ci è stato donato e va messo a frutto.
Il bene comune si realizza con una forma di individualismo solidaristico premuroso e amoroso, come quello che insegna la dottrina sociale che è alla base di un capitalismo cattolico che concilia libertà e solidarietà.

(Andrea Tonielli - Papa Francesco," Questa economia uccide")

 

"DOVERI VERSO IL CREATORE" (Gesù viene a ricordarceli)

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La fede cattolica è assolutista nelle sue verità, nei suoi dogmi; non spiega solo il senso della vita, ma dà indicazioni di comportamento e chiede di realizzare le sue opere. il "cattolico" ha dei "doveri" verso il Creatore, non può separare la fede dalle sue opere, altrimenti rompe l'unità di vita e contraddice la sua stessa fede.Deve essere la fede a ispirare le opere, non viceversa.Altrimenti significa che è la cultura dominante (con la sua morale), a ispirare la sua fede.
Se il cattolicesimo si trasforma in mera etica sociale utile, core il rischio di diventare una caricatura del cattolicesimo vissuto dai santi.
Se il vangelo fosse veramente accolto e vissuto, il mondo si trasformerebbe in un paradiso.
Un cattolicesimo non vissuto non serve a nulla, non santifica la persona, la società, non influenza il mondo.

(Andrea Tonielli- Papa Francesco: " Questa economia uccide")

 

"SAPER APPREZZARE" (La scuola è chiamata a convertirsi)

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Restare pensanti è importante. La scuola ha una tremenda responsabilità davanti alla storia se non contribuirà a realizzare questo difficile fine nelle nuove generazioni.
Nella storia recente molti tra i maggiori intellettuali laici hanno riconosciuto l'importanza delle opere di fede.
Si pensi a Murraj rothbard, economista americano ebreo liberal, che ha scritto che " tutto ciò che è buono nella civiltà occidentale è cristiano"; a Friedrich von Hajek, economista austriaco esponente del liberismo, secondo cui "dal cristianesimo vengono gli insegnamenti migliori per la nostra cultura"; a Lew Rockwell, economista americano massimo esponente della scuola austriaca per cui "il cristianesimo originò l'individualismo solidale che rese possibile lo sviluppo del capitalismo".
Per ulteriori approfondimenti si legga l'Enciclica Lumen Fidei, ove è spigato quale supporto deve dare la Chiesa perchè i fedeli ci riescano.

(Andrea Tonielli - Papa Francesco: " Questa economia uccide".

 

"ALTRO NEMICO DEL NATALE: IL "BUONISMO"

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Il natale non è la festa del buonismo. Non si può ridurre a una sagra delle sdolcinature, delle stelline e delle strenne, dimenticando di accogliere Cristo e di donarlo attraverso la carità. Celebrare il Natale non significa preparare solo un bel presepe, vuol dire preparare il proprio cuore ad accogliere l'amore di Dio.
L'accoglienza di Dio non ci rende dei superuomini, ma ci rende figli, ci fa guardare il mondo e le persone con occhi diversi.

 

GIUBILEO

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"GIUBILEO: LO SGUARDO DI DIO SUGLI ULTIMI"

"Quando vedo i malati, gli anziani, i poveri, mi viene spontanea la carezza...La carezza è un gesto che può essere interpretato ambiguamente, ma è il primo gesto che fanno la mamma e il papà con il bambino appena nato, il gesto del "ti voglio bene", "ti amo", "voglio che tu vada avanti".

 

"GIUBILEO: AMARE ALLO STESSO MODO COME AMA DIO"

"Ognuno di noi deve dire: "Sono uno sventurato, ma Dio mi ama così; allora anche io devo amare gli altri nello stesso modo".

 

"GIUBILEO: PER EVITARE DI VIVERLO EMOZIONALMENTE E POI FINIRE IN "BEFFA"

""Ma io continuo a dire che oggi la rivoluzione è quella della tenerezza, perchè da qui deriva la giustizia e tutto il resto.
Se un imprenditore assume un impiegato da settembre a luglio,non fa la cosa giusta perchè lo congeda per le vacanze a luglio per poi riprenderlo con un nuovo contratto da settembre a luglio, in questo modo il lavoratore non ha diritto all'indennità, nè alla pensione, nè alla previdenza sociale. Non ha diritto a niente. L'imprenditore non mostra tenerezza, ma tratta l'impiegato come un oggetto - tanto per fare un esempio dove non c'è tenerezza. Se ci si mette nei panni di quella persona, invece di pensare alle proprie tasche per qualche soldo in più, allora le cose cambiano.
LA RIVOLUZIONE DELLA TENEREZZA E' CIO' CHE OGGI DOBBIAMO COLTIVARE COME FRUTTO DI QUESTO ANNO DELLA MISERICORDIA: LA TENEREZZA DI DIO VERSO CIASCUNO DI NOI.

 

"GIUBILEO: SCELTA DI UNA VITA DI QUALITA"

"Il Giubileo può essere un'occasione per riscoprire la "maternità"di Dio.
In Isaia è detto: "si dimentica forse una mamma del suo bambino, anche una madre può dimenticare..."io invece non ti dimenticherò mai". Qui si vede la dimensione materna di Dio... Preferisco parlare di tenerezza, proprio di una mamma, la tenerezza di Dio, la tenerezza nasce dalle viscere paterne. Dio è padre e madre".

 

 

"GIUBILEO: SMARRIMENTO DEL SENSO DEL PECCATO" (IL MALE DEL SECOLO).

"Sono un peccatore, mi sento peccatore, sono sicuro di esserlo; sono un peccatore al quale il Signore ha guardato con misericordia. Sono un uomo perdonato, Dio mi ha guardato con misericordia e mi ha perdonato. Ancora adesso commetto errori e peccati, e mi confesso ogni quindici o venti giorni. E se mi confesso è perchè ho bisogno di sentire che la misericordia di Dio è ancora su di me".

 

"GIUBILEO: PER UN MONDO VITTIMA DI INDIFFERENZA E ARROGANZA"

""Da un lato vediamo il traffico di armi, la produzione di armi che uccidono, l'assassinio di innocenti nei modi più crudeli possibili, lo sfruttamento di persone, minori, bambini: si sta attuando - mi si permetta il termine - un sacrilegio contro l'umanità, perchè l'uomo è sacro, è immagine del Dio vivo. Ecco, il Padre dice: " Fermatevi e venite a me". Questo è quello che io vedo nel mondo".

 

"GIUBILEO: COMPASSIONE PER CHI SOFFRE"

"Ho sentito che Gesù vuole aprire la porta del suo cuore, che il Padre vuole mostrare le sue viscere di misericordia, e per questo ci manda lo Spirito: per muoverci e per smuoverci. E' l'anno del perdono, l'anno della riconciliazione"

 

"GIUBILEO: IL TEMPO DELLA MISERICORDIA"

Il mondo di oggi ha bisogno di misericordia, ha bisogno di compassione.Siamo abituati alle cattive notizie, alle notizie crudeli e alle atrocità più grandi che offendono il nome e la vita di Dio. Il mondo ha bisogno di scoprire che Dio è Padre, che c'è misericordia, che la crudeltà non è la strada, che la condanna non è la strada, perchè la Chiesa stessa a volte segue una linea dura, cade nella tentazione di seguire una linea dura, nella tentazione di sottolineare solo le norme morali, ma quanta gente resta fuori. Mi è venuta in mente quell'immagine della Chiesa come un ospedale da campo dopo la battaglia; è la verità, quanta gente ferita e distrutta! I feriti vanno curati, aiutati a guarire. Credo che questo sia il momento della misericordia. Tutti noi siamo peccatori, tutti portiamo pesi interiori."

(Papa Francesco)

 

 
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PARROCCHIA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Solenni festeggiamenti per la “Presentazione del Signore”
al Tempio e “Purificazione della B.V. Maria”

Inaugurazione Nuovo Altare


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Innagurazione Chiesa di S.Francesco


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